L’attacco dei ribelli Houthi dello Yemen contro due petroliere saudite potrebbe aprire un nuovo fronte della crisi energetica globale. La minaccia di un blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb mette in discussione la sicurezza delle forniture petrolifere dirette verso l’Asia e aumenta il rischio di un nuovo rialzo dei prezzi del greggio.

Gli Houthi hanno colpito due petroliere saudite pochi giorni dopo aver annunciato un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita.  Lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) – centro operativo britannico per la sicurezza marittima – ha confermato il danneggiamento di una petroliera avvenuto a circa 70 miglia nautiche a sud-ovest di Al Shuqaiq. Dopo l’impatto, a bordo della nave è scoppiato un incendio, rapidamente domato dall’equipaggio.

La possibile chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, situato tra il Corno d’Africa e la Penisola Arabica, rappresenta una fonte di particolare preoccupazione. È proprio attraverso questa rotta che Riyad intende trasportare parte del proprio petrolio verso i mercati asiatici.

Secondo quanto riferito dall’UKMTO, la petroliera che si trovava a 70 miglia nautiche a sud-ovest di Al Shuqaiq è stata colpita da un proiettile non identificato, causando un incendio che ha richiesto l’intervento dell’equipaggio. La parte saudita, citata dal The Guardian, ha confermato l’incendio sulla prua della nave Encelia e la sicurezza di tutti i membri dell’equipaggio, senza tuttavia attribuire pubblicamente la responsabilità dell’attacco.

“L’operazione è stata condotta utilizzando diversi missili balistici e da crociera, oltre a droni. Gli attacchi sono stati precisi e hanno provocato un grande incendio su due navi. Allo stesso tempo, le forze armate yemenite hanno costretto circa dieci imbarcazioni a invertire la rotta e rientrare nei porti”, si legge nel comunicato delle forze armate yemenite.

“Le forze armate continueranno le operazioni navali contro il nemico, l’Arabia Saudita. Assicuriamo al nemico saudita che qualsiasi atto di follia o aggressione contro il nostro Paese sarà seguito da operazioni su larga scala in profondità nel suo territorio”.

Un proxy dell’Iran

Il movimento yemenita degli Houthi, legato a Teheran, è un’organizzazione armata che controlla gran parte dello Yemen settentrionale. Da anni utilizza missili e droni per colpire obiettivi marittimi. Il principale bersaglio delle sue azioni rimane l’Arabia Saudita, considerata sia un attore regionale rivale sia il Paese accusato dagli Houthi di aver contribuito al blocco dello Yemen.

Secondo Reuters, la minaccia di un blocco dello Stretto di Bab el-Mandeb potrebbe interessare circa il 7% delle forniture petrolifere mondiali. Particolarmente vulnerabili sarebbero le esportazioni provenienti dal porto saudita di Yanbu, sul Mar Rosso, da cui partono circa 3 milioni di barili di petrolio al giorno diretti verso l’Asia. Nel caso di una chiusura effettiva dello stretto, i trasporti dovrebbero essere deviati lungo rotte molto più lunghe e costose.

L’Arabia Saudita da tempo ha incrementato l’utilizzo dei terminali sul Mar Rosso proprio per compensare le possibili interruzioni nell’area dello Stretto di Hormuz.

I mercati petroliferi hanno reagito all’escalation e il prezzo del Brent ha raggiunto il massimo delle ultime sei settimane. Se il blocco dovesse protrarsi, il prezzo del greggio potrebbe superare quota 115-120 dollari al barile. A pesare sarebbero infatti l’aumento dei costi assicurativi e dei noli marittimi dovuto all’allungamento delle rotte commerciali, mentre le raffinerie asiatiche potrebbero trovarsi ad affrontare ritardi nelle forniture nell’ordine di circa un mese.

La crisi evidenzia ancora una volta la vulnerabilità del sistema energetico globale rispetto ai principali corridoi marittimi. Dopo le tensioni nello Stretto di Hormuz, anche Bab el-Mandeb emerge come un nuovo possibile punto di pressione capace di influenzare i prezzi dell’energia e la stabilità delle catene di approvvigionamento internazionali.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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